CAFFÈ CAMMINA CON ME || COFFEE WALK WITH ME

Mi piacciono le bevande calde, più o meno di ogni tipo. Meglio se dolci, mi sciolgo se aromatizzate. Anche il caffè nelle mie mani diventa un frappè bollente al gusto di caffè. Acqua, latte, zucchero (parecchio), se c’è, qualche polverina che ricorda la vaniglia o sciroppo dal sapor di mou. E finché voglio sorseggiare una bevanda calda e lunga a casa mia, nessun problema. Ma io voglio bere e camminare, bere, camminare. Non mi basta attraversare il soggiorno, non mi basta salire sul soppalco. Voglio passeggiare; e bere. E qui nascono i conflitti. Provate a chiedere un cappuccino da portar via in un bar a Milano. Qualsiasi. Dal locale con i lampadari in vetro soffiato del ‘700 alla lurida in Viale Padova. Vi ritroverete con un bicchierino di plastica ripiegato dal calore, che rilascia sostanze velenose ne sono sicura, o con un bicchiere della Fanta mezzo vuoto e senza tappo, pieno ( si fa per dire ) di un liquido triste e tiepido, privato della propria dignità di bevanda internazionale. Chi si è attrezzato, come certe grandi catene o i bar delle stazioni, verserà il vostro cappuccino in un piccolo, piccolo bicchiere termo-niente, con due manigliette sottili sottili …grazie, perché non me lo hai messo direttamente dentro un ditale da cucito? Tanto l’ho pagato solo 1,20.
Nonostante la famosa tazza bianca e verde sia ormai l’accessorio fashion per eccellenza, immancabile al fianco di fashion bloggers, fashionistas, gente che salta i pasti (tutti) e qualsiasi cogliona si faccia fare una foto a New York, io mi sento sicura nel dire: a Milano non abbiamo bisogno di Starbucks.
Abbiamo bisogno di un cazzo di bicchiere da asporto. Termico, in diverse misure, con un coperchio forato.
– – –
I like hot beverages, more or less all of them. The sweeter , the better; I melt if flavoured. In my hands, even coffee becomes a hot mocha-flavoured milkshake. Water, milk, sugar (loads), if possible, some fine vanilla-resembling powder or caramel syrup. So, as long as I want to sip a long hot drink comfortably at home, no problem. But my desire is to drink and walk, drink, walk. Crossing the living room is not enough, going upstairs is not enough. I want to wander; and drink. There comes trouble. Try and ask for cappuccino to-go in a bar in Milan. Any bar. From the ancient inn with 18th Century crystal chandelliers to the honky-tonky in Viale Padova. You’ll find yourself with a small plastic glass, which I’m sure releases toxic waste directly into your mouth, or with a Fanta paper cup, almost empty and with no cap, containing a sad lukewarm liquid, eventually deprived of its dignity of international beloved drink.
Those who tooled their bars up, such as big chains or the close the train stations, will pour your cappuccino in a small small thermo-nothing glass, with the slimmest handles..thank you, why did’n t you just put it in a thimble? Afterall, it was only 1,20€ 

Although the famous green and white mug is the ultimate fashion accessory, essential for fashion bloggers, fashionistas, people who starve themselves ( but, hey, they drink cappuccino) and any moron posing for a pic in NY, I feel confident in saying: we do not need Starbucks in Milan.

We need a fucking glass to-go. Thermal, sized, with a holed cap.

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5 risposte a CAFFÈ CAMMINA CON ME || COFFEE WALK WITH ME

  1. vinc ha detto:

    io non affatto sono portato al multitasking, ho provato a bere un caffè camminando, mi è caduto, mi sono ustionato, mi sono fermato ad ogni angolo cercando di ricostruire l’origami di carta riciclata che mi avevano venduto per 5 quids.. scusate il campanilismo ma io preferisco il cicchetto di caffè espresso bollente

  2. Lord Malmessor ha detto:

    Poi non dimentichiamo che, vista la ben nota maleducazione Made in Italy, permettere alla gente di portarsi il proprio cappuccinow macchiatow lattew bello fumantew per strada porterebbe a un orrendo aumento dei suddetti bicchieri di carta *fuori* dai cestini…

  3. alessandra mavridis ha detto:

    per me, lo scopo di una bevanda calda o fredda che sia (a seconda delle stagioni) è quello di prendersi una pausa…
    corpo e mente, per un momento si rilassano e stanno ad osservare lo scorrere del flusso nel quale sei stato immerso per un tempo indefinito…
    il rittmo si dovrebbe abbassare diventare lento, interiore, fluido…proprio come una bevanda

    comunque sono d’accordo sul fatto che non abbiamo bisogno di starbucks, ma di qualcuno che ci metta un po’ più di genuinità, attenzione, estetica e soluzioni pratiche che accontentino tutti, inclusi i sorseggiatori in moto perpetuo…

  4. Burcin ha detto:

    Ma infatti camminare bevendo è fastidiosissimo anche se sembra la cosa più figa del mondo non è per niente conveniente tiene le mani occupate, scotta, e chi come me di solito ha una borsa enorme e piena appesa sulla spalla e una macchinetta altrettanto enorme appesa al collo di certo non ha bisogno di un ulteriore impiccio!
    Devo però ammettere, che se ci fosse stato Starbucks tutte le volte che sono andata a farmi una bella passeggiata senza nessuno dei sopracitati ostacoli, un bel frappuccinochocchipdoublecaramelcazzi&mazzi me lo sarei fatto volentieri, solo che non capita praticamente mai…e cmq qualche stronzo ti verrebbe a sbattere addosso : D

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