LA VIE EN ROUGE


“Un fantasma che cammina”, così veniva derisa e soprannominata Karen Elson ai tempi del liceo per via della sua magrezza e del candido pallore della pelle. Inutile dire che la ragazza si prese la sua bella rivincita sui compagni di scuola divenendo una delle top model più richieste da stilisti e fotografi a partire dalla fine degli anni ’90.
Oggi Karen ha abbandonato le passerelle, ha messo su famiglia con quel bonazzo di Jack White dei White Stripes e si è reinventata cantautrice. Che novità direte voi? Ecco la solita ex modella che si mette a fare dischi o a recitare. E invece l’album d’esordio di Karen Elson (che guarda caso si intitola “The Ghost who walks”) mi ha davvero affascinata: 12 ballate malinconiche ispirate al country- folk tradizionale americano, con incursioni nel cabaret anni ’40 (“100 Years from now”) e atmosfere oscure e romantiche alla Nick Cave (“Stolen Roses”), che rendono “The Ghost who walks” uno dei miei dischi preferiti del 2010.
Da ascoltare al buio con cento candele accese intorno, per galleggiare come Ofelia in un universo gotico e preraffaellita popolato da fantasmi e donne bellissime e terribili che sognano di amori perduti sotto la luce della luna piena.
– –
“A ghost who walks”: that’s how was called Karen Elson in high school because of her thinness and pale white skin. Needless to say, she took revenge on her classmates becoming one of the most desired supermodels by fashion designers and photographers since the late 90’s.
Today Karen has left the catwalks, started a family with that piece of hotness who’s Jack White of White Stripes and has reinvented herself as a singer and a songwriter. Have you ever heard something like that? But the debut of Karen Elson (who happens to be titled “The Ghost who walks”) has really fascinated me: 12 melanchonic ballads inspired by traditional American country-folk with cabaret forays into the 40s (“100 Years from now”) and Nick Cave-ian dark and romantic atmosphere (“Stolen Roses”) which make “The ghost who walks” one of my favorite records of 2010.
An album that should be listened in the dark with hundred candles around, floating as Ophelia in a pre-raphaelite and gothic universe populated by ghosts, terrible and beautiful women dreaming of lost loves under the moonlight.

Questa voce è stata pubblicata in Dis à Gris, Music. Contrassegna il permalink.

2 risposte a LA VIE EN ROUGE

  1. Grugriel ha detto:

    che super bellissima❤

  2. rosy ha detto:

    CHE SUPER TOP CHE SEI OLTRE A LEI OVVIAMENTE

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...